Milioni di studenti italiani tornano ogni anno sui banchi di scuola, ma molti edifici che li accolgono versano in condizioni tutt’altro che rassicuranti. Oltre la metà delle scuole pubbliche è priva del certificato di agibilità, il documento che ne attesta la sicurezza e l’idoneità all’uso. A distanza di decenni, emergono ancora gravi criticità strutturali e carenze di manutenzione che mettono a rischio la sicurezza di alunni e personale. Tra queste criticità, torna d’attualità un nemico del passato mai del tutto sconfitto: l’amianto.
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Certificati mancanti e rischio sismico
I numeri del rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente delineano un quadro preoccupante sul fronte sicurezza. Soltanto il 47% degli edifici scolastici dispone del certificato di agibilità e appena il 45% ha un collaudo statico valido sulla struttura portante. Ciò significa che in più della metà delle scuole mancano attestazioni formali di sicurezza strutturale.
Manutenzione al palo: pochi fondi, pochi interventi
Un altro dato allarmante riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici. Nel 2024 la spesa media per la manutenzione straordinaria è scesa a meno di 40 mila euro per edificio.
Anche la manutenzione ordinaria resta cronicamente sottofinanziata, con appena 8.300 euro l’anno per edificio. Con risorse così scarse, molti interventi vengono rimandati sine die.
Le conseguenze si vedono: il crollo dei solai resta una delle principali cause di incidenti scolastici. Eppure soltanto il 31% degli edifici ha effettuato indagini diagnostiche sui solai negli ultimi cinque anni e appena l’11% ha avviato interventi di messa in sicurezza.
Amianto: una minaccia che ritorna
Tra le criticità che destano maggiore preoccupazione, torna a galla il problema dell’amianto negli edifici scolastici. Nel 2004 la percentuale di scuole con materiali contenenti amianto era del 16%. Questo dato è sceso fino al minimo storico del 4% tra il 2018 e il 2020, ma negli ultimi anni si è registrata una lieve crescita, arrivando a circa il 10% nel 2024.
Questa risalita non va interpretata come un peggioramento delle condizioni strutturali, bensì come il risultato di nuove rilevazioni, controlli più accurati e maggiore trasparenza da parte dei Comuni. In altre parole, l’amianto c’era già, ma ora è stato individuato meglio. Resta però il dato: una scuola su dieci ospita ancora materiali contenenti amianto.
In sintesi, migliaia di scuole italiane non offrono ancora adeguate garanzie di sicurezza, esponendo studenti e docenti a rischi potenziali inaccettabili.
Il quadro che emerge è quello di una scuola pubblica fragile e diseguale, dove la sicurezza degli edifici dipende spesso dal territorio e dalla fortuna. Di fronte a numeri così allarmanti non bastano più i proclami: servono investimenti costanti e un piano strutturale nazionale per l’edilizia scolastica.
Accanto al ruolo delle istituzioni, è fondamentale anche la vigilanza attiva di tutta la comunità scolastica: dirigenti, docenti, genitori e studenti devono continuare a mantenere alta l’attenzione, pretendendo trasparenza e interventi concreti.
La Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, celebrata il 22 novembre in memoria del crollo del liceo Darwin di Rivoli del 2008, non deve essere solo commemorazione, ma soprattutto un’occasione per rilanciare l’impegno verso scuole moderne, sicure e salubri.
Scuole d’Amianto: i materiali nascosti più pericolosi
Oltre ai dati generali, è importante capire dove si trova l’amianto negli edifici scolastici. Le indagini di Vedani LAB hanno evidenziato la presenza di amianto nei soffitti e controsoffitti delle aule, ma anche in materiali meno visibili come le pavimentazioni viniliche (c.d. “linoleum”).
Negli anni ’50-’80, infatti, furono largamente utilizzate piastrelle in vinil-amianto per scuole, ospedali e alloggi popolari. Spesso persino le colle per fissare le piastrelle contenevano amianto.
Oggi questi materiali, datati e deteriorati, rappresentano un rischio concreto di rilascio di fibre cancerogene nell’aria.
Il problema è che, nella maggior parte dei casi, chi frequenta questi ambienti ignora la presenza dei MCA (Materiali Contenenti Amianto). Per decenni l’amianto è stato impiegato ovunque per il basso costo e le ottime proprietà isolanti, prima che se ne scoprisse la pericolosità. Oggi è dunque essenziale verificarne la presenza e pianificare la bonifica.
Per rispondere a queste esigenze, Vedani LAB – divisione di Vedani Srl specializzata nelle analisi su materiali contenenti amianto – offre servizi rapidi e certificati. Oltre alle analisi di laboratorio, propone campionamenti, mappature, controlli dello stato di degrado dei manufatti e un supporto tecnico-legale per definire le modalità più efficaci di bonifica.
Garantire edifici scolastici sicuri e liberi dall’amianto è un dovere verso le nuove generazioni e un investimento nel futuro del Paese.



