Il radon è un gas radioattivo naturale, invisibile e inodore, che può accumularsi negli ambienti chiusi e rappresenta un rischio concreto per la salute dei lavoratori.
Per questo motivo, la normativa italiana ha introdotto obblighi precisi di misurazione e valutazione, rafforzati ulteriormente dal Piano Nazionale d’Azione per il Radon 2023–2032.
Molte aziende non sanno:
quando scatta l’obbligo di misurazione
come va eseguito correttamente il monitoraggio
cosa fare in caso di superamento dei livelli di riferimento
In questo articolo facciamo chiarezza, con un approccio pratico e orientato alla conformità normativa.
Tabella dei Contenuti
Cos’è il radon e perché è un rischio nei luoghi di lavoro
Il radon è un gas di origine naturale che deriva dal decadimento dell’uranio presente nel suolo e in alcuni materiali da costruzione.
Può infiltrarsi negli edifici attraverso:
fessure nei pavimenti
giunti strutturali
intercapedini
locali a contatto diretto con il terreno
Negli ambienti chiusi e poco ventilati, il radon può raggiungere concentrazioni elevate, aumentando il rischio di tumore polmonare, soprattutto in esposizioni prolungate.
Quando è obbligatoria la misurazione del radon nei luoghi di lavoro
La misurazione del radon è obbligatoria in specifiche condizioni, tra cui:
locali sotterranei o seminterrati
ambienti di lavoro situati in aree considerate a potenziale radon
attività lavorative che si svolgono stabilmente al piano terra o interrato
edifici pubblici e privati aperti ai lavoratori
Il datore di lavoro è responsabile della valutazione del rischio radon nell’ambito del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Il livello di riferimento: cosa significa 300 Bq/m³
La normativa italiana ha fissato un livello di riferimento pari a 300 Bq/m³ come concentrazione media annua di radon.
È importante chiarire che:
non è un limite di sicurezza, ma un valore sopra il quale è necessario intervenire
il superamento del livello di riferimento comporta azioni correttive obbligatorie
la verifica avviene tramite misurazioni rappresentative nel tempo
Come si esegue correttamente una misurazione del radon
Una misurazione corretta non è un test rapido, ma un monitoraggio strutturato.
Fase di pianificazione
individuazione degli ambienti da monitorare
scelta dei punti di misura più rappresentativi
definizione della durata del monitoraggio
Fase di monitoraggio
utilizzo di dosimetri passivi certificati
durata tipica: almeno 12 mesi per la media annua
posizionamento secondo criteri tecnici standardizzati
Fase di analisi
lettura dei dosimetri da laboratorio qualificato
elaborazione dei dati
redazione del rapporto tecnico di misura
Misurazioni brevi o non rappresentative possono risultare non valide ai fini normativi.
Cosa fare se i valori di radon superano il livello di riferimento
In caso di superamento dei 300 Bq/m³, il datore di lavoro deve:
individuare le cause dell’accumulo
adottare azioni correttive (ventilazione, sigillature, interventi strutturali)
verificare l’efficacia degli interventi con nuove misurazioni
aggiornare il DVR
Il processo deve essere documentato e tracciabile, soprattutto in caso di controlli.
Il Piano Nazionale Radon 2023–2032: cosa cambia davvero
Il Piano Nazionale d’Azione per il Radon introduce una strategia a lungo termine che punta a:
ridurre l’esposizione della popolazione e dei lavoratori
individuare e monitorare le aree a maggiore rischio
promuovere controlli sistematici negli edifici esistenti
rafforzare la cultura della prevenzione
Per le aziende, questo significa che i controlli sul radon saranno sempre più centrali nella gestione della sicurezza e della conformità normativa.
Errori comuni nella gestione del rischio radon
Tra gli errori più frequenti:
misurazioni troppo brevi o non rappresentative
posizionamento errato dei dosimetri
assenza di documentazione tecnica
mancato aggiornamento del DVR
sottovalutazione dei valori prossimi al livello di riferimento
Un approccio corretto riduce il rischio di non conformità e di interventi tardivi.
Il ruolo del laboratorio nelle misurazioni di radon
Affidarsi a un laboratorio ambientale qualificato consente di:
utilizzare strumenti e metodologie riconosciute
ottenere rapporti di prova validi
supportare tecnici e RSPP nella valutazione del rischio
garantire tracciabilità e qualità del dato
Le misurazioni non sono solo un adempimento, ma uno strumento decisionale per la sicurezza.
Domande frequenti sul radon nei luoghi di lavoro
No, è obbligatoria in specifiche condizioni legate alla tipologia di locali e alla loro ubicazione.
Il datore di lavoro, nell’ambito della valutazione dei rischi.
In caso di modifiche strutturali, cambio di utilizzo degli ambienti o dopo interventi di mitigazione.
Solo come screening preliminare. Per la conformità normativa serve una media annua rappresentativa.



